Le Dee della Luna dentro di me

Voglio chiamare queste energie lunari come se fossero delle Dee, amiche donne che vivono dentro di me e che attraverso di me sperimentano tutte le sensazioni della vita. Le immagino come presenze femminili che mi accompagnano nel cammino, come sorelle interiori che si alternano nel guidare il mio sentire. Ognuna ha una voce diversa, un respiro diverso, un modo unico di guardare il mondo. Non sono separate da me, sono parte della mia essenza, e quando imparo ad ascoltarle smetto di giudicare ciò che provo e inizio a comprendere il linguaggio profondo della mia anima. È come se undici donne sacre camminassero con me, vivendo attraverso il mio cuore tutte le emozioni, tutte le esperienze, tutte le trasformazioni che la vita porta sul sentiero.

 

Nascono così gli incontri al femminile, come uno spazio dove possiamo imparare a riconoscere come ogni donna cambia ogni due giorni e mezzo, attraversando undici energie diverse in ventotto giorni. Non è solo conoscenza, è un’esperienza da vivere. L’energia creativa di noi donne è in continua evoluzione e trasformazione, proprio come la luna nel cielo. Secondo il Kundalini Yoga questi mutamenti non avvengono per caso. Ogni due giorni e mezzo la forza della luna, attraverso il punto del mento, si sposta all’interno del nostro corpo e tocca uno degli undici punti lunari, influenzando il nostro benessere, le nostre emozioni, i nostri pensieri e la nostra realtà quotidiana.

 

Gli undici punti lunari sono centri di potere, portali di energia creativa che vivono in ognuna di noi. Imparare a riconoscerli significa imparare a riconoscere se stesse. Significa capire quando è il momento di agire, quando è il momento di ascoltare, quando è il momento di fermarsi e quando è il momento di lasciare andare. Durante questi incontri possiamo esplorare i nostri punti lunari, comprenderne il significato profondo e scoprire come armonizzare la nostra energia attraverso pratiche di Kundalini Yoga, trance dance e rituali sciamanici, strumenti che ci aiutano a trasformare l’intensità in consapevolezza e la confusione in presenza.

 

Quando arriva la Dea dell’attaccatura dei capelli entro in uno spazio molto sottile e potente dentro di me. È la Dea dell’intuito, quella che sfiora l’aura e apre la porta della visione interiore. In quei giorni sento che qualcosa cambia, come se una voce silenziosa parlasse dal cuore e mi invitasse ad ascoltare più profondamente. Qui l’intuito è molto forte e sarebbe importante segnarlo sul calendario, perché ogni messaggio che arriva in questo momento può diventare una guida.

 

Ogni Dea ha la sua parte positiva e la sua parte più fragile. Quando sono centrata questa energia mi dona visione, chiarezza e presenza, ma quando sono stanca, quando ho dormito male, quando ho troppe cose da fare o quando sono vicina al pre ciclo, questa stessa energia può diventare intensa e difficile da gestire. Posso diventare più paranoica, più sulla difensiva, più chiusa nei miei pensieri e non rendermi conto della vera realtà del momento. Sono quei giorni in cui un atteggiamento fatto senza consapevolezza vorremmo poi cancellarlo, tornare indietro e non averlo mai vissuto, perché le conseguenze possono essere forti.

 

La verità è che quando siamo dentro questa energia senza controllo spesso non ce ne accorgiamo. Diamo via libera all’intensità di questo punto e solo dopo comprendiamo cosa è accaduto. Per questo ci vogliono mesi di allenamento, mesi di ascolto, mesi di osservazione. Accorgersi è la chiave più importante per noi. Accorgersi di cosa sentiamo, accorgersi di quando l’energia cambia, accorgersi di quando abbiamo bisogno di fermarci. Accorgersi è già consapevolezza.

 

Molte donne mi chiedono come si può trasformare questa situazione. Io rispondo sempre che stare a contatto con chi ha vissuto queste esperienze aiuta molto. Entrare in un cerchio sacro, condividere, ascoltare e sentirsi unite ad altre donne rende più forti e più determinate a credere nel cambiamento interiore. Sentirsi unite è una chiave importante per attraversare il nostro sentiero e vivere meglio l’energia che ci attraversa.

 

Nel mio cammino ho avuto la fortuna di avere accanto mio marito che mi accompagna in questo viaggio. Lui sa che dentro di me vivono energie diverse, sa che a volte posso essere sicura e luminosa e a volte più fragile o insicura. Sa cosa dire e sa anche quando non dire nulla. Si accorge quando ho bisogno di stare da sola, ma soprattutto io ho imparato a dirlo. Ho bisogno di stare con me, di ballare, di uscire, di vedere un film, di andare al mare da sola, di respirare e ritrovare il mio centro. Solo così chi mi sta vicino può comprendere la mia autenticità e rispettare il mio cammino.

 

Esistono anche tecniche che possono aiutarci quando siamo nell’energia dell’attaccatura dei capelli. Una pratica semplice che amo molto è fischiare. Il fischio libera la mente, apre il respiro e crea una vibrazione leggera che scioglie la tensione e riporta presenza. Nel Kundalini Yoga esiste anche la meditazione sulla parola Har, un suono che vibra nel corpo, attiva l’energia vitale, stimola il centro dell’ombelico e armonizza cuore e polmoni. Anche solo tre minuti di questo mantra possono cambiare il nostro stato interiore. Questo mantra mi ha aiutata a prendere decisioni importanti e a trasformare momenti difficili in nuove possibilità. Lo racconterò durante il workshop, insieme alle pratiche di trance dance e ai rituali sciamanici che aiutano a riequilibrare questa energia e trasformarla in consapevolezza.

 

Un’altra cosa importante che ho scoperto nel mio cammino è conoscere la mia dinamica delle energie lunari. Non è stato immediato. Tra lavoro, figli, cucina, casa e impegni quotidiani fermarsi ad osservare sé stesse non è facile. Ho iniziato in modo semplice, scrivendo sul calendario i giorni belli, quelli in cui mi sentivo centrata e luminosa, sapendo che dopo ventotto giorni sarei tornata in quella stessa energia. Era come lasciare delle tracce sul sentiero per potermi ritrovare.

 

A volte me ne dimenticavo, passavano mesi e poi mi ricordavo. Ed è normale, fa parte del cammino. Coinvolgere chi ci sta accanto può essere molto utile. Il nostro compagno può aiutarci a osservare i cambiamenti e se abbiamo una figlia possiamo accompagnarla con dolcezza a conoscere le sue emozioni e la sua luna interiore. Così nasce una nuova consapevolezza nella famiglia, una nuova visione della donna come essere ciclico, in trasformazione continua.

 

Oggi sento che la mia luna è diventata una compagna di viaggio. Non la temo più, la ascolto e la rispetto. Ogni Dea che arriva porta un messaggio e ogni energia diventa una guida. Camminando così, passo dopo passo, ciò che sembrava fuori controllo diventa intuizione, ciò che sembrava paura diventa forza e ciò che sembrava confusione si trasforma in una profonda consapevolezza. E in questo cammino sento che non sono sola, perché le Dee della luna dentro di me continuano a camminare al mio fianco, accompagnandomi verso una vita più autentica, più armoniosa e più vera.

La donna non è instabile, è lunare; non è confusa, è attraversata da undici Dee che parlano attraverso il suo sentire.
Ogni due giorni e mezzo una nuova Dea prende per mano il suo cuore e la accompagna nel viaggio interiore della vita.

Le Dee della Luna dentro di me

Voglio chiamare queste energie lunari come se fossero delle Dee, amiche donne che vivono dentro di me e che attraverso di me sperimentano tutte le sensazioni della vita. Le immagino come presenze femminili che mi accompagnano nel cammino, come sorelle interiori che si alternano nel guidare il mio sentire e il mio modo di stare nel mondo. Ognuna ha una voce diversa, un respiro diverso, uno sguardo diverso sulla realtà. Non sono separate da me, sono parte della mia essenza, e quando imparo ad ascoltarle smetto di giudicare ciò che provo e inizio a comprendere il linguaggio profondo della mia anima.

 

Dentro di me vivono undici donne sacre, undici amiche interiori che camminano al mio fianco e che, una alla volta, prendono la guida del mio cuore. A volte una è silenziosa e intuitiva, a volte una è sensibile e delicata, a volte una è passionale e intensa, a volte una ha bisogno di piangere, a volte una ha bisogno di ridere, a volte una ha bisogno di stare sola. E quando riconosco queste presenze non mi sento più sbagliata, ma semplicemente viva, in movimento, in trasformazione.

 

Nascono così gli incontri al femminile, come uno spazio dove possiamo imparare insieme a riconoscere questo ritmo naturale che vive dentro ogni donna. Un luogo dove comprendere che ogni due giorni e mezzo qualcosa cambia dentro di noi, che attraversiamo undici energie diverse in ventotto giorni e che questo non è un limite, ma una grande forza. Non è solo una conoscenza da imparare con la mente, è un’esperienza da vivere con il corpo, con il cuore e con l’anima.

 

L’energia creativa di noi donne è in continua evoluzione e trasformazione, proprio come la luna nel cielo. Cresce, si espande, si ritira, si nasconde e poi ritorna luminosa. Secondo il Kundalini Yoga questi mutamenti non avvengono per caso. Ogni due giorni e mezzo la forza della luna, attraverso il punto del mento, si sposta all’interno del nostro corpo e attiva uno degli undici punti lunari, influenzando direttamente il nostro stato emotivo, la nostra percezione della realtà, la nostra sensibilità e il nostro modo di relazionarci con il mondo.

 

Quando ho incontrato questa conoscenza ho sentito che qualcosa dentro di me si accendeva. Era come se finalmente qualcuno mi stesse dicendo che ciò che avevo sempre sentito era vero, che i cambiamenti interiori non erano instabilità ma ciclicità, non erano confusione ma movimento energetico, non erano debolezza ma sensibilità lunare. Ho iniziato a guardarmi con più dolcezza, con più rispetto, con più amore.

 

Gli undici punti lunari sono centri di potere, portali di energia creativa che vivono in ognuna di noi. Imparare a riconoscerli significa imparare a riconoscere se stesse. Significa capire quando è il momento di parlare e quando è il momento di tacere, quando è il momento di creare e quando è il momento di riposare, quando è il momento di aprire il cuore e quando è il momento di proteggersi. Ogni Dea porta un messaggio e ogni energia diventa una guida nel cammino.

 

Le Dee della luna dentro di me si muovono seguendo un ritmo antico e preciso. Ogni due giorni e mezzo una di loro prende dolcemente il posto dell’altra e guida il mio sentire, il mio corpo, le mie emozioni e la mia energia creativa. Sono undici presenze, undici amiche interiori che attraversano il mio cammino e mi insegnano ad ascoltarmi con rispetto e consapevolezza.

La Dea dell’attaccatura dei capelli, la Dea delle sopracciglia, la Dea delle guance, la Dea delle labbra, la Dea dei lobi dell’orecchio, la Dea della nuca, la Dea dei seni, la Dea dell’ombelico, la Dea dell’interno coscia, la Dea del clitoride e la Dea della vagina. Ognuna porta una vibrazione diversa, una sensibilità diversa, una porta energetica che si apre e si chiude come un respiro lunare. Ognuna rappresenta un modo di sentire la vita, di amare, di comunicare, di percepire la realtà.

 

Quando impariamo a riconoscerle non viviamo più le nostre emozioni come qualcosa di confuso o incontrollabile, ma come un linguaggio sacro del corpo. Ogni Dea diventa una maestra silenziosa che ci accompagna nel ciclo dei ventotto giorni, aiutandoci a comprendere che ciò che cambia dentro di noi non è instabilità, ma il movimento naturale della vita che scorre.

Durante gli incontri al femminile entriamo insieme in questo viaggio. Attraverso pratiche di Kundalini Yoga, trance dance e rituali sciamanici impariamo a sentire il corpo, a respirare con la luna, a riconoscere l’energia che ci attraversa. Non è un percorso teorico, è un’esperienza viva, fatta di ascolto, movimento, silenzio, condivisione e presenza. Poco alla volta ogni donna inizia a riconoscere le proprie Dee interiori e a dialogare con loro, creando una relazione nuova con se stessa.

 

E quando questo accade qualcosa cambia profondamente. Non cerchiamo più di essere sempre uguali, non cerchiamo più di controllare ogni emozione, non cerchiamo più di essere perfette. Iniziamo semplicemente ad ascoltarci e a rispettare il nostro ritmo lunare, lasciando che ogni Dea faccia il suo lavoro dentro di noi, accompagnandoci passo dopo passo nel cammino della consapevolezza.

Quando arriva la Dea dell’attaccatura dei capelli entro in uno spazio molto sottile e potente dentro di me. È come se l’aria cambiasse consistenza e il mio sguardo diventasse più profondo, più attento, più intuitivo. Questa Dea vive vicino all’aura, vicino alla luce che circonda la testa, e porta con sé una sensibilità molto forte. È la Dea dell’intuito, della percezione, della visione interiore, quella che apre la porta ai messaggi silenziosi della vita.

 

In quei giorni sento che qualcosa si muove dentro di me con più intensità. I pensieri diventano più sottili, le emozioni più profonde, e il cuore sembra ascoltare anche ciò che non viene detto. Ho imparato che in questo momento sarebbe importante segnare sul calendario ciò che accade, perché l’intuito è molto forte e può guidare scelte, decisioni e direzioni della vita. È come se la luna parlasse attraverso di me, sussurrando indicazioni che posso comprendere solo se mi fermo ad ascoltare.

Ogni Dea porta sempre con sé due volti, uno luminoso e uno più fragile. Anche la Dea dell’attaccatura dei capelli ha la sua luce e la sua ombra. Quando sono centrata questa energia mi dona chiarezza, presenza, visione e una profonda connessione con me stessa. Ma quando sono stanca, quando ho dormito male, quando ho troppe responsabilità o quando mi avvicino al pre ciclo, questa stessa energia può diventare intensa e difficile da gestire. Posso diventare più sensibile, più paranoica, più sulla difensiva, e senza accorgermene posso reagire in modo esagerato alle situazioni.

 

Sono quei giorni in cui un gesto o una parola possono essere interpretati in modo diverso dalla realtà. Sono quei momenti in cui vorremmo tornare indietro e non aver detto certe cose, non aver avuto certe reazioni, perché dentro di noi si muove un’energia molto forte che amplifica tutto. E la verità è che quando siamo dentro questa esperienza spesso non ce ne accorgiamo. Diamo via libera all’intensità di questo punto e solo dopo comprendiamo cosa è successo.

Per questo ci vogliono mesi di allenamento, mesi di osservazione, mesi di ascolto. Non è qualcosa che si impara in un giorno, è un cammino lento e amorevole verso se stesse. Accorgersi è la chiave più importante per noi. Accorgersi di quando l’energia cambia, accorgersi di quando abbiamo bisogno di fermarci, accorgersi di quando l’intuito sta parlando o quando la paura sta prendendo spazio. Accorgersi è già trasformazione, è già guarigione, è già consapevolezza.

 

Molte donne mi chiedono come si può trasformare questa situazione, come si può vivere questa energia senza esserne travolte. Io rispondo sempre che stare a contatto con chi ha attraversato queste esperienze aiuta molto. Entrare in un cerchio sacro, condividere, ascoltare, sentire altre donne che raccontano le loro emozioni e i loro cambiamenti rende tutto più leggero. Entrando a far parte del nostro cerchio sacro si diventa più forti e più determinate a credere nel cambiamento interiore, perché si comprende che non si è sole.

Per me il cerchio sacro è qualcosa di molto semplice e allo stesso tempo profondamente antico. È il ricordo di quando, nelle comunità di una volta, nel piccolo paesino, le donne si ritrovavano insieme naturalmente. D’estate, nel tempo del raccolto dei pomodori, ci si riuniva nelle corti e nelle cucine, si preparavano le conserve, si tagliava, si cuoceva e si parlava della vita. C’erano donne che si occupavano dei figli e in quel momento eravamo tutte mamme per tutti i bambini. Si stava insieme, si rideva insieme, si piangeva insieme, si condivideva la vita senza sapere che quello era già un cerchio sacro.

 

Eravamo unite senza sapere molte cose come oggi. Non c’erano workshop, non c’erano percorsi spirituali, non c’erano spiegazioni teoriche. C’era solo la presenza, la condivisione e il sostegno reciproco. Oggi spesso dobbiamo spendere dei soldi per entrare in un gruppo e ritrovare quello che una volta esisteva naturalmente. Ma il senso profondo del cerchio sacro rimane lo stesso: condivisione senza giudizio, ascolto, accoglienza e presenza.

 

Mi piace molto l’idea di invecchiare insieme, di camminare negli anni fianco a fianco con altre donne, sostenendoci nel tempo. Ricordo un giorno in cui una mia amica venne a trovarmi a casa piangendo. Anche io ero nella luna del pianto. Ci guardammo negli occhi e iniziammo a ridere mentre piangevamo, come due bambine che si riconoscono nel dolore e nella dolcezza della vita. Non stavamo cercando soluzioni, non stavamo cercando risposte, stavamo solo sostenendoci. Ed era sufficiente.

Oggi, quando entro in quella stessa energia, so che non sono sola. Mi ricordo di quel momento e sorrido. Il cerchio sacro vive anche nei ricordi, nelle relazioni, negli incontri semplici tra donne che si riconoscono. È uno spazio dove il cuore può respirare e dove la luna dentro di noi può esprimersi senza paura.

 

Esistono anche tecniche che possono aiutarci quando siamo nell’energia dell’attaccatura dei capelli. Una pratica semplice che amo molto è fischiare. Il fischio libera la mente, apre il respiro e crea una vibrazione leggera che scioglie la tensione e riporta il corpo in uno stato di presenza. È come se il vento passasse attraverso di noi e portasse via i pensieri pesanti.

Nel Kundalini Yoga ho incontrato una pratica che mi ha aiutata profondamente: meditare sulla parola Har. Questo suono vibra nel corpo, attiva l’energia vitale, stimola il centro dell’ombelico e fa vibrare molti meridiani energetici collegati al cuore e ai polmoni. Anche solo tre minuti di questo mantra possono cambiare lo stato interiore e riportare centratura. Questo mantra mi ha aiutata a prendere decisioni importanti e a trasformare momenti difficili in nuove possibilità di vita.

 

Durante gli incontri condivido anche pratiche di trance dance e rituali sciamanici che aiutano a riequilibrare questa energia. Attraverso il movimento, il respiro e la musica entriamo in uno spazio profondo dove l’energia può fluire liberamente e trasformarsi in consapevolezza. In quel momento non c’è giudizio, non c’è paura, c’è solo il corpo che si muove e il cuore che si apre alla vita.

Nel mio cammino ho compreso che non si attraversa questo viaggio da sole. Accanto a me c’è mio marito, e la sua presenza è diventata una parte importante di questo percorso di consapevolezza. Lui sa che dentro di me vivono energie diverse, sa che a volte posso essere forte e luminosa e altre volte più fragile e silenziosa. Non cerca di cambiarmi, non cerca di controllare ciò che sento, ma osserva, ascolta e accompagna. Sa cosa dire e sa anche quando non dire nulla. A volte si accorge prima di me che ho bisogno di fermarmi, di stare sola, di respirare.

 

Ma la cosa più importante è che io ho imparato a riconoscerlo dentro di me. Quando sento che una Dea ha bisogno di spazio, quando sento che ho bisogno di silenzio, di ballare, di uscire, di vedere un film, di andare al mare da sola, lo dico con serenità. Non è distanza, non è fuga, è cura. È un modo per prendermi responsabilità della mia energia e permettere anche a chi mi sta accanto di comprendere il mio mondo interiore. Solo così chi ci ama può accompagnarci davvero, perché sente che siamo autentiche nel prenderci cura di noi stesse.

 

Un’altra cosa importante che ho scoperto nel mio cammino è conoscere la mia dinamica delle energie lunari. Non è stato immediato, non è stato veloce. Tra lavoro, figli, cucina, casa, impegni quotidiani e responsabilità fermarsi ad osservare sé stesse sembra quasi impossibile. Eppure dentro di me sentivo che era necessario, che dovevo trovare un modo per riconoscere il movimento della mia luna interiore.

 

Ho iniziato in modo molto semplice, scrivendo sul calendario i giorni belli. I giorni in cui mi sentivo centrata, serena, intuitiva, luminosa. Lo facevo perché sapevo che dopo circa ventotto giorni sarei tornata in quella stessa energia. Era come lasciare piccoli segni sul sentiero, come mettere delle pietre bianche lungo la strada per poter ritrovare la direzione. All’inizio è stato un gesto piccolo, quasi timido, ma con il tempo è diventato uno strumento prezioso.

 

Poi succede anche questo: ci dimentichiamo. La vita corre veloce, passano le settimane, passano i mesi e un giorno ti ritrovi a dire: ah sì, volevo ricordarmelo, volevo continuare ad osservare la mia luna. E ho capito che è normale, che anche questo fa parte del cammino. Non è un errore, non è una perdita, è solo un richiamo a tornare a sé stesse con dolcezza.

 

Ho scoperto che coinvolgere chi ci sta accanto può essere molto utile. Il nostro compagno può aiutarci a osservare i cambiamenti, può ricordarci con delicatezza quando l’energia si muove, può sostenerci nei momenti più intensi. A volte chi ci ama vede il nostro movimento interiore con più chiarezza di noi, perché guarda con occhi pieni di affetto e presenza.

E se abbiamo una figlia possiamo fare lo stesso con lei. Possiamo accompagnarla a conoscere le sue emozioni, i suoi cambiamenti, i suoi silenzi e i suoi momenti di sensibilità. Non per controllarla, ma per aiutarla a comprendere che ciò che sente ha un ritmo, ha una direzione, ha una luna dentro di sé.

 

Possiamo insegnarle che non è sbagliata quando cambia umore, che non è fragile quando ha bisogno di stare sola, che non è esagerata quando sente intensamente. Possiamo insegnarle che dentro di lei vivono delle Dee che la guidano nel cammino della vita.

Così nasce una nuova consapevolezza nella famiglia e nella comunità. La donna non è instabile, la donna è ciclica. La donna non è confusa, la donna è in movimento. La donna non è fragile, la donna è in trasformazione. E quando questa visione entra nella vita quotidiana tutto diventa più armonioso, più comprensibile, più umano.

Scrivere sul calendario, osservare, condividere, stare nel cerchio, parlare con il proprio compagno, accompagnare una figlia, respirare con la luna: tutto questo diventa una pratica semplice ma profondamente sacra. Non serve essere perfette, non serve capire tutto subito, serve solo camminare passo dopo passo con presenza.

 

Oggi sento che la mia luna è diventata una compagna di viaggio. Non la temo più, non la combatto più, non cerco più di controllarla. La ascolto, la seguo, la rispetto. Ogni Dea che arriva porta un messaggio, ogni energia porta una direzione, ogni emozione porta una possibilità di crescita.

Quando arriva la Dea dell’intuito mi fermo e ascolto. Quando arriva la Dea del cuore apro le braccia alla vita. Quando arriva la Dea del pianto mi permetto di lasciar scorrere le lacrime. Quando arriva la Dea della forza cammino con più sicurezza. E così, poco alla volta, tutte le Dee della luna dentro di me diventano alleate, compagne di viaggio, guide silenziose.

Camminando in questo modo ho compreso che ciò che sembrava fuori controllo può diventare intuizione, ciò che sembrava paura può diventare forza e ciò che sembrava confusione può trasformarsi in una profonda consapevolezza. Non è un percorso perfetto, è un percorso umano, fatto di errori, di scoperte, di ritorni e di nuovi inizi.

 

E ogni volta che incontro un’altra donna e condivido questo cammino sento che il cerchio si allarga, che la guarigione diventa collettiva e che la luna dentro di noi sorride. Perché le Dee della luna dentro di me non camminano solo per me, ma camminano anche per tutte le donne che scelgono di ascoltarsi, di accettarsi e di vivere la propria energia con amore.

E alla fine comprendo che questo è il dono più grande: riconoscere le Dee della luna dentro di me e lasciare che mi accompagnino, giorno dopo giorno, verso una vita più autentica, più libera e profondamente consapevole.